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INFORMAZIONI
Mi chiamo Davide Baro, ma tutti mi chiamano Deiv, e
attualmente vivo a Locato Superiore ad Andorno Micca ove ho il mio
laboratorio.
Ho iniziato a suonare e studiarela cornamusa scozzese; la curiosità
mi ha poi spinto alla ricerca di strumenti musicali della nostra tradizione.
Con il tempo mi sono reso conto che purtroppo, ad eccezzione di rari
casi, in merito vi era molta carenza ed allora ho deciso di iniziare
a costruire strumenti tradizionali della nostra terra.
Con l'aiuto del liutaio Sergio Verna, attualmente costruttore di Ghironde
e strumenti a corda, ho iniziato a costruire i miei primi strumenti.
Ho cercato negli anni di perfezionare sempre più i miei strumenti,
cercando una qualità ed una stabilità sonora sempre
migliore.
Attualmente sono 8 anni che costruisco cornamuse professionalmente.
I materiali che utilizzo nei miei strumenti sono della migliore qualità.
I legni che utilizzo sono l'Elsbeere (della famiglia del Sorbo) di
prima qualità, legno raro che cresce in Alsazia, nelle cornamuse
e bombarde, ed Ebano di prima qualità nelle Fifre. Tutti i
legni subiscono un trattamento ad olio approfondito che impedisce
al legno con il tempo di deformarsi o di rompersi. I processi costruttivi
che utilizzo sono per lo più manuali e non invasivi sul legno.
L'alesatura viene effetuata a mano, così come la tornitura
del legno avviene solamente su tornio manuale da legno, guardando
alla precisione ed ottenendo uno standard tra uno strumento e l'altro.
I fori di intonazione sui chanter vengono eseguiti tramite controllo
automatizzato digitale, per avere un elevato standard di intonazione
tra uno strumento e l'altro. La qualità del materiale di ogni
singolo dettaglio è curato nel minimo particolare per avere
uno strumento musicale affidabile e stabile nel tempo.
Gli strumenti che attualmente costruisco sono la Piva Piemontese,
la Piva Medioevale, Bombarde e Fifre.

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La Piva Piemontese è uno strumento la
cui origini sono da attribuirsi alla Piva dell'Appennino e sono
il residuo, con acluni secoli di tradizione alle spalle e nelle
stesse aree ristrette di oggi, di una vasta diffusione di questo
tipo di strumento sino alla prima metà del sec. XVIII.
Dalla fine del XVIII sec. e poi in modo più massiccio nel
XIX sec., tale strumento conosce una profonda crisi fino quasi
alla sua estinzione.
Nessun esemplare di Piva Piemontese ci è pervenuto dal
passato e quindi la diatriba che la Piva Piemontese non sia mai
esistita e che non sia uno strumento prettamente tradizionale
è lecita. Da mio canto posso affermare, visto anche la
vicinanza con la zona dell'appenino, che in passato ci fù
anche in Piemonte un uso massiccio di tale strumento anche se
questa mia affermazione non è del tutto scientificamente
dimostrabile.
Tra le varie attestazioni della presenza di una piva in Piemonte
cito una nota tratta dal libro di Febo Guizzi, "Gli strumenti
della Musica popolare in Italia", in cui attesta che in "la
pittura di genere del sec. XVIII (Graneri e Olivero), illustra
strumenti a uno, ma sopratutto a due bordoni, entrambi in posizione
verticale, leggermente divergenti. I suonatori paiono riferibili
sopratutto al mondo dei girovaghi, ma si trovano situazioni di
accompagnamento al ballo più facilmente riconducibili all'uso
stanziale." |
Inoltre con la Piva è possibile eseguire tutto
il repertorio tradizionale di musica piemontese, in moltissime canzoni
tradizionali piemontesi viene citata la Piva come strumento musicale,
insomma tutto ciò ovviamente non basta per dimostrare se la
piva piemontese sia o meno mai esistita, ma posso affermare che forse
in passato sia esistito uno strumento musicale simile anche in Piemonte,
che, in base agli strumenti utilizzati in questa regione, avesse determinate
caratteristiche sonore.
Il modello che costruisco ha le stesse misure della Piva dell'Appennino
del passato, i bordoni sono accordati in ottava in SOL, il chanter
ha un volume adeguato e non troppo elevato per poter suonare insieme
a strumenti tradizionali quali organetti e ghironde. Nel chanter ho
eseguito dei miglioramenti per poter avere una scala cromatica. Le
ance che utilizzo sono sintetiche.
Che sia o non sia mai esistita la Piva Piemontese in passato, questo
non posso per certo dirlo, l'unica cosa certa è che perlomeno
oggi esiste una Piva anche in Piemonte.

| La Piva Medioevale è uno
strumento, che stando all'iconografia, può risalire più
o meno al XV / XVI sec. per l'utilizzo delle campane aperte e
molto grosse. Solitamente è accordata in LA minore ed ha
un suono molto potente ideale per farsi sentire nelle piazze e
spaccare le orecchie ai vicini di casa. Lo strumento è
un rifacimento che ho eseguito in base a delle iconografie medioevali
e le misure interne dei fori, alesatura, ecc., sono di mia "ispirazione",
in quanto quasi nulla in merito ci è stato tramandato dal
XV/XVI sec. |
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La Bombarda in SOL/LA che costruisco è
ad ancia incapsulata, quindi molto più facile da gestire
e suonare rispetto alle bombarde ad ancia libera. Il raporto di
alesatura che ho utilizzato è lo stesso utilizzato nel
Pifferro delle Quattro Provincie, e difatti il suono è
per certi versi molto simile, anche se in realtà si tratta
di uno strumento completamente diverso. Il repertorio che si può
eseguire è molto vario, dalla musica medioevale in LA minore
alla musica tradizionale piemontese, e non, in SOL. Non è
uno strumento prettamente tradizionale, nè medioevale.
Nel medioevo le bombarde incapsulate solitamente avevano un taglio
molto più basso (DO o SOL basso), e nella tradizione italiana
questo tipo di strumento solitamente è ad ancia libera.
Si tratta quindi di uno strumento di mia libera "ispirazione". |

Il flauto traverso modello FIFRE che
costruisco è tradizionale del sud della Francia e alcune zone
del Piemonte.
Derivante dal flauto napoleonico, il modello che costruisco è
una evoluzione dei flauti militari in flauto da accompagnamento musicale
popolare avvenuto in passato.
Ciò e dimostrabile con il fatto che la seconda ottava del flauto
ha la stessa diteggiatura semi chiusa dei flauti napoleonici, mentre
la prima ottava ha diteggiatura aperta. L'intonazione del flauto è
in RE e dispone di 2 ottave. I legni che utilizzo per questo strumento
sono solamente l'ebano e quando c'è disponibilità, il
bosso.

Inoltre tengo a informarvi che suono nella barbarian
pipe band, band che utilizza le cornamuse che costruisco.
Se volete utleriori informazioni venitemi a trovare in laboratorio
con una bottiglia di vino......
Deiv

Processo di lavorazione

1. Vengono scelti i pezzi di legno con carratteristiche e
colore simili
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2. I pezzi vengono tagliati e preparati ad essere sgrossati |

3. Processo di sgrossatura |

3. Processo di sgrossatura
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3. Esempio di pezzi di legno sgrossati |

4. Processo di foratura |

4. Processo di foratura |

5. Processo di foratura |

6. Alesatura manuale di un chanter |

6. Particolare dell'alesatore |

7. I pezzi forati vengono messi a bagno in olio di lino per
alcuni giorni in modo che l'olio penetri in profondità. |

8. I pezzi forati ed oliati riposano per almeno 6-9 mesi, nella
quale avvengono mediamente 2 o 3 rialesature. |

9. Lavorazione esterna finale |

9. Lavorazione esterna finale |

10. Finitura a gommalacca |

10. Finitura a gommalacca
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10. Processo di foratura dei fori di intonazione su chanter
con controllo automatizzato digitale |

99 .Spianata di una campana |
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